“La vita di Hans Christian Andersen”: il film mai realizzato di Walt Disney

Molte persone sanno che il primo lungometraggio animato della Disney è Biancaneve e i Sette Nani, però Walt Disney, prima di esso, aveva in mente di produrre un film biografico sulla vita del famoso autore Hans Christian Andersen.
Per le persone a cui il nome non dice niente, è uno dei più grandi scrittori di fiabe mai esistiti. Storie di un successo e di una risonanza mondiale, come La Sirenetta, La principessa sul pisello, Il brutto anatroccolo, Pollicina, Il tenace soldatino di stagno e La piccola fiammiferaia.
Walt Disney e Andersen avevano molte cose in comune: entrambi sono passati dalla povertà al successo grazie alle loro abilità di storytelling e hanno prodotto creazioni che continuano a far sognare sia bambini che adulti. Infine i lavori di Andersen hanno fornito a Disney il materiale per creare alcuni dei suoi maggiori successi, ovvero il cortometraggio “Il Brutto Anatroccolo” del 1939. Il cartone ebbe molto successo e vinse un premio Oscar come “Miglior cortometraggio d’animazione”.

Walt Disney aveva sempre adorato le favole scritte dall’autore danese e voleva rendergli omaggio con un lungometraggio “speciale”. Infatti sarebbe dovuto essere una trasposizione animata di alcune sue opere con la particolarità di mostrare, tra una favola e l’altra, degli spezzoni in live-action su alcune fasi della vita di Andersen.


I piani per lo sviluppo del film furono discussi nel 1937, poco prima dell’uscita di “Biancaneve e i Sette nani”. Negli anni successivi l’attore Jean Hersholt condivise le sue conoscenze su Andersen con Disney, poichè aveva speso buona parte della sua vita a documentarsi sul famoso autore danese.
Per ringraziarlo di ciò, Disney inviò a Hersholt uno schizzo di Bambi.
Nel dicembre del 1939 la Disney voleva registrare i titoli “La storia di Hans Christian Andersen” e “I racconti di Hans Christian Andersen”, tuttavia il produttore cinematografico Samuel Goldwyn protestò perchè lui aveva già precedentemente depositato un titolo per un film simile, ovvero “La vita di Hans Christian Andersen”. La Disney a malincuore riconobbe l’accaduto e non portò più a registrare i due titoli che aveva in mente.
Successivamente nel marzo del 1940 la Disney e la Metro-Goldwyn-Mayer si misero d’accordo e conoscendo il potenziale di entrambe le case di cinema, strinsero una partnership per realizzare insieme il film biografico su Andersen con l’accordo che la Disney avrebbe realizzato le favole animate mentre la Metro-Goldwyn-Mayer avrebbe realizzato le sequenze live-action sulla vita di Andersen.

Le sequenze animate scelte per questo film erano basate su cinque favole e furono realizzati diverse concept art su:

  • “La Sirenetta” basata sull’omonima storia che parla di una sirena che si innamora di un principe umano. I disegni erano stati fatti dall’ illustratore danese Kay Nielsen, il quale creò inoltre dei disegni per il lungometraggio “Fantasia.





  • “L’abete” che parla di un piccolo alberello che desiderava diventare un albero di Natale e che più in là nella storia avrebbe ottenuto ciò che desiderava. Peccato che alla fine scoprirà a sue spese che finito il periodo natalizio verrà buttato via. I disegni sono di Bill Peet, regista de “La spada nella roccia”

  • “Attraverso la cornice” adattamento della favola di Andersen “Ole Chiudigliocchi” che parla di un bambino che entra in un dipinto per salvare una principessa. I disegni saranno in seguito usati per l’omonimo libro.

  • “L’usignolo dell’imperatore” che parla di un imperatore dell’antica Cina che rimane affascinato dal canto di un usignolo per poi dimenticarlo e rimanere estasiato dal tintinnio di un usignolo meccanico

  • “L’intrepido soldatino di piombo” basato sull’omonima favola di un soldatino di piombo che si innamora di una ballerina di porcellana e che purtroppo entrambi finiranno fusi nel braciere di una caldaia e dalla loro unione si formerà un cuore. I disegni sono di Bianca Majoline la quale ha lavorato anche in diversi cortometraggi degli anni 30′ e 40′, tra cui “Lo schiaccianoci” di “Fantasia”


Per quanto riguarda lo script del film che la Metro-Goldwyn-Mayer presentò, non andò bene perchè non piacque alla Disney. Riteneva che il personaggio di Andersen si distaccasse troppo da quello che era nella realtà. Non trovando un accordo, Walt sospese la partnership e la Metro-Goldwyn-Mayer continuò il film senza le sequenze animate.

Nel dicembre del 1940 Larry Clemmons, aiuto animatore della Disney di alcuni cortometraggi di “Mickey Mouse” presentò una sceneggiatura chiamata “The Story Teller” per inscenare solo le storie di Hans Christian Andersen, però la Disney era occupata a realizzare cartoni di propaganda militare per invogliare la gente ad arruolarsi nell’esercito americano, visto che era da poco scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, e perciò la sceneggiatura di Clemmons e il progetto sulle fiabe di Andersen fu sospeso.

Nel 1952 Samuel Goldwyn realizzerà il proprio film musical Hans Christian Andersen, conosciuto in Italia come “Il Favoloso Andersen”, mentre Walt Disney, nonostante i due corti animati su “Il brutto anatroccolo” di Andersen, non riuscì a portare sul grande schermo il suo progetto.

Tuttavia dopo la morte di Walt Disney, gli studios da lui fondati riuscirono nel 1989 a realizzare “La Sirenetta“, nel 1999 “L’intrepido soldatino di piombo” all’interno del film “Fantasia 2000” e in fine nel 2013 “Frozen” basato su “La regina delle nevi”, realizzando almeno in parte il desiderio di Walt di trasporre le favole di Andersen.

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